Funziona un deumidificatore? Il secco è bello

Il deumidificatore è un alleato prezioso in casa per eliminare l’umidità e tutte le relative conseguenze: muffe, batteri, rischi di allergie, ambiente malsano, macchie sui muri, cattivi odori e molto altro. Prima di parlare dei benefici di acquistare un deumidificatore, è utile precisare che esistono due tipi di deumidificatore: quello passivo e quello attivo.

Con il silicio o con la condensazione

Il deumidificatore passivo funziona senza corrente: si tratta di un contenitore, dotato di filtro, che raccoglie l’umidità presente nell’aria tramite dei sassolini igroscopici, come ad esempio silicio. Si tratta in pratica dello stesso materiale che si trova nei sacchettini presenti nelle borse appena comprate.

Il silicio è in grado di trattenere l’umidità. Questo tipo di deumidificatore si chiama passivo. È sufficiente posizionarlo nella camera in cui si desidera raccogliere l’umidità. Le dimensioni sono ridotte, e di conseguenza anche le prestazioni. Quando i sali sono pieni d’acqua vanno sostituiti, e per questo motivo questo tipo di deumidificatore è indicato per zone piccole, come il bagno, il ripostiglio o la cameretta dei bambini.

Il deumidificatore elettrico, invece, funziona tramite la corrente e grazie al meccanismo della condensazione trasforma l’aria che aspira in vapore acqueo, restituendo aria leggermente più calda. Questo tipo di apparecchio è ideale per ambienti medio- grandi, perché aspira quantità maggiori di aria, permettendo una deumidificazione più rapida ed efficace. La scelta di uno o dell’altro tipo dipende da quanto è umido e grande l’ambiente.

Il deumidificatore elettrico presenta un contenitore di raccoglimento dell’acqua, oppure un tubo che riversa l’acqua direttamente in uno scarico domestico: questa soluzione è ideale per chi si trova spesso fuori casa e ha bisogno di lasciare l’apparecchio acceso. Ma la funzione di deumidificazione è presente anche nei condizionatori: se dovete acquistare un condizionatore per regolare la temperatura degli ambienti, quindi, tenetelo presente.

Perché un deumidificatore?

Non è detto che siano necessarie le offerte deumidificatori per comprare: in questa pagina trovate alcuni benefici offerti da questo apparecchio.

  • Un ambiente meno umido evita la formazione e la proliferazione di acari, batteri, muffe, con la riduzione dei rischi legati ad allergie, disturbi respiratori, disturbi della pelle;
  • Grazie a filtri speciali, si può ionizzare e purificare l’aria;
  • L’aria in uscita, leggermente più calda, è ideale per asciugare la biancheria in ambienti chiusi;
  • La deumidificazione in estate permette di non percepire l’afa, mentre in inverno di sentire meno freddo perché rende l’ambiente più secco. Quest’ultima prerogativa è molto importante per soggetti deboli come bambini e anziani.

Deumidificatore elettrico: che cosa valutare

Ci sono vari fattori da considerare: innanzitutto, in base all’uso, si può scegliere tra deumidificatore fisso, solitamente fissato a una parete, o portatile, cioè che umidifica un ambiente alla volta in base alle necessità.

Poi è importante considerare la capacità di raccolta dell’acqua (espresso in litri/ora) e il volume, espresso in mq, delle stanze da deumidificare. Infine, il consumo elettrico: è pur sempre un elettrodomestico, quindi bisogna ricordarsi di non accenderlo insieme ad altri che potrebbero far saltare il contatore, come il forno elettrico e la lavatrice.

Come risolvere i problemi più comuni della tua stampante

Le nostre stampanti sono capaci di operare per numerosi anni e migliaia di stampe, ma spesso incorrono in alcune difficoltà che ne ostacolano il corretto funzionamento. Alcune volte il problema è causato, semplicemente, dal raro utilizzo dell’apparecchio o, al contrario, da un utilizzo troppo frequente.

Una sosta di due settimane, ad esempio, è sufficiente perché l’inchiostro delle cartucce si asciughi, causando un mancato passaggio dello stesso attraverso gli ugelli.
In altri casi, la fonte del problema è da ricercare altrove ed è necessario individuarla, prima di agire di conseguenza.

Quando la stampante non stampa

Se la stampante si rifiuta di funzionare e non reagisce, nemmeno dopo aver avviato correttamente la stampa di un documento, vi sono diverse possibili cause.
 Innanzitutto, è opportuno verificare la presenza di eventuali messaggi di errore, sia sulla stampante stessa, sia sul proprio terminale.

Alternativamente, una spia luminosa o lampeggiante sull’apparecchio potrebbe essere indice di un malfunzionamento.
Naturalmente, prima di avviare la stampa, occorre assicurarsi che vi sia carta a sufficienza e che le cartucce non siano esaurite.
Se si tratta di una stampante senza fili, è necessario che essa sia collegata alla rete Wi-Fi.

Se ciò non dovesse risolvere il problema, è possibile provare ad utilizzare, invece, un cavo USB.
Alcune difficoltà sono spesso causate da un problema software, piuttosto che hardware. Per ovviare ad esse, è consigliabile verificare che i driver del dispositivo siano stati installati correttamente. Inoltre, può accadere che la stampante che si vuole utilizzare non sia stata selezionata come predefinita.

In questo caso, è possibile farlo tramite il Pannello di Controllo di Windows, nella sezione Dispositivi e, successivamente, Stampanti. Microsoft Windows, infine, include uno strumento di risoluzione dei problemi legati alla stampa, il quale può rivelarsi utile nel momento in cui si incontrano delle difficoltà tecniche.

Bassa qualità di stampa

Un altro problema molto comune che può verificarsi consiste nella bassa qualità di stampa, che può manifestarsi con la presenza di linee orizzontali sul foglio, un utilizzo dei colori errato, oppure, più semplicemente, dalla comparsa di aree sbiadite o non del tutto definite.

In questo caso, è consigliabile esaminare gli ugelli della stampante, i quali possono facilmente ostruirsi.
Le procedure necessarie alla pulizia variano da modello a modello. Generalmente, numerose opzioni relative alla manutenzione delle stampanti sono incluse nel software installato o, in alternativa, sul pannello del dispositivo.

Anche il tipo e la qualità della carta utilizzata possono influire sulla qualità di stampa finale.
Usare della semplice carta da fotocopie, che, di natura, è più assorbente, può causare un’errata distribuzione dei getti di inchiostro sulla pagina e, di conseguenza, una stampa poco definita e di qualità inferiore.
In base al genere di stampa che si desidera, una qualità maggiore della carta può determinare, dunque, un risultato visivamente superiore.

compressore aria

Tecnica della compressione aria

Elemento fondamentale per la sopravvivenza di noi esseri umani, l’aria è un componente apparentemente incolore costituito da gas e vapore. Considerata nell’antichità un elemento religioso e divino, l’uso di questa miscela ha trovato applicazione nei tempi più moderni anche in ambiti quotidiani, chimici e industriali.

L’aria che l’essere umano respira, comunemente chiamata aria atmosferica, è stata così sottoposta a diversi tipi di lavorazione che ne alterano il suo volume. La tecnica della compressione, che genera aria compressa, può essere ottenuta attraverso l’uso di ventilatori, soffianti e compressori.

Il ventilatore è un dispositivo che attraverso l’uso di una ventola, ha lo scopo di muovere l’aria generando una pressione moderata e leggermente maggiore all’aria atmosferica. Un ventilatore di grandi dimensioni che si serve di un circuito viene chiamato soffiante il quale produce lo spostamento dell’aria con pressioni moderate. Nel caso in cui l’aria, oltre ad essere spostata, viene anche compressa, ci troviamo di fronte ad un compressore.

Aria sicura e rispettosa dell’ambiente

Dispositivo usato per pressioni elevate ed inventato nel XVII, il compressore d’aria comprime l’aria attraverso l’energia meccanica di un motore e la indirizza in un serbatoio. Servendosi dell’uso di una valvola ed un tubo di uscita, l’aria compressa viene spedita all’esterno.

È bene ricordare che la pressione, misurata attraverso un manometro, viene misurata in BAR corrispondente a un chilo per centimetro quadrato. La compressione dell’aria, nonostante sia una tecnica non proprio economica dovuta all’uso dell’energia elettrica, dà vita ad un’aria pulita, trasferibile e sicura.

Le variabili da considerare

Disponibili in diverse forme e tipologie, i compressori si differenziano per potenza, portata volumetrica, portabilità e fonte energetica, tutti elementi che devono essere presi in considerazione al momento dell’acquisto. Con riferimento alla prima variabile, essa si attesta normalmente tra i 1,5hp e i 6,5hp per compressori di uso quotidiano mentre quelli riservati ad uso industriale presentano capacità maggiori.

La portata volumetrica è invece misurata in MC/s ovvero metri cubi al secondo mentre la portabilità fa riferimento alla duttilità del compressore aria e allo spazio che si ha a disposizione: da qui nasce la scelta tra un compressore aria piccolo e portatile e un compressore aria grande e potente. Sempre con un occhio all’ambiente dove andremo ad usare il compressore, è importante considerare la fonte di energia: ai più comuni compressori dotati di un sistema elettrico di trasmissione con capacità compresa tra i 110/220V e 240V, si affiancano compressori caratterizzati da motore a benzina.

Le macchine che prevedono una destinazione principalmente industriale rispondono al nome di compressori d’aria alternativi, grandi compressori a pistoni, e i compressori rotativi, chiamati alternativamente a vite. Se si escludono queste due categorie, i compressori più comunemente utilizzati per uso domestico o per piccole officine sono principalmente due: i compressori a pistone tradizionale e di volume compreso tra 6 litri e 50 litri o i cosiddetti compressori a cinghia.

Vantaggiosi dal punto di vista economico ed efficienti sotto l’aspetto qualitativo, i compressori a pistone maggiormente utilizzati sono quelli da 24 litri e da 50 litri, un buon compromesso per un uso quotidiano e domestico. Se l’uso del compressore aria è invece più frequente e la quantità di aria di cui si necessita è maggiore, è bene dotarsi di compressori a cinghia che possono essere utilizzati per molte ore in quanto utilizza la metà dei giri di un normale compressore. Affidabili e qualitativi, hanno anche il vantaggio di essere prodotti in Italia.

Prelievi ematici

Prelievi ematici: paura e ago fobia

Molto spesso capita, e non solo ai bambini, di essere presi dal panico nel momento in cui ci si trova ad affrontare un prelievo di sangue. Seppur non intenso e di breve durata, per gli ago fobici, il dolore provocato dall’ago nella pelle o semplicemente dalla sua sola vista, è davvero insopportabile.

La risposta: Hemolink

L’ azienda americana di Madison nel Winsconsin, Tasso Inc., ha messo a punto un nuovo dispositivo capace di eliminare totalmente la paura dei prelievi: il suo nome è Hemolink. Si tratta di un piccolo dispositivo, della grandezza di una pallina da ping-pong, monouso e senza ago in grado di prelevare il sangue dal braccio o dall’addome per poi essere esaminato in laboratorio.

Hemolink può essere utilizzato direttamente dal paziente che premendolo per circa due minuti (prelievo di cita 15 cc) sulla zona di pelle interessata, “aspira” una piccola quantità di sangue sufficiente per l’analisi del colesterolo, della glicemia e delle cellule tumorali (e se ne sta studiando anche un suo utilizzo per poter rilevare il virus dell’HIV).

Questo dispositivo sfrutta il principio della capillarità sottovuoto: all’interno del congegno il sangue viene raccolto e trasportato grazie ai capillari della nostra pelle in un piccolo “centro” di raccolta posto all’interno di Hemolink.

Gli sviluppi di Hemolink

I fondatori della Tasso Inc. sono un gruppo di ricercatori della University of Wisconsin-Madison esperti in materia dei micro fluidi che stanno anche studiando un modo per conservare il sangue una volta prelevato con Hemolink: lo scopo da raggiungere è quello di mantenere il sangue inalterato per un periodo di circa una settimana ad una temperatura non superiore ai 60 gradi.

Quindi potendo rimanere il sangue a temperatura ambiente senza che venga deteriorato, verrebbe meno la necessità di trasportarlo in condizioni di freddo o in celle refrigerate fino al primo laboratorio ematico.

Ulteriori vantaggi di Hemolink

Hemolink, oltre al terrore degli aghi, combatte anche il dispendio di tempo e denaro per tutti coloro che devono affrontare periodici controlli e conseguenti prelievi ematici: il paziente potendo utilizzare direttamente il dispositivo senza il bisogno di alcuna consulenza e formazione medica, eviterebbe continui spostamenti al centro prelievi e le lunghe file ai quali si è soliti attendere.

Hemolink, che sta attendendo di ottenere il brevetto, potrebbe presto entrar a far parte del comunque uso medico, grazie alla facilità di utilizzo e anche al suo basso costo (il dispositivo è infatti completamente realizzato in plastica).

Il dispositivo inoltre, è già stato testato con un buon riscontro da parte dei tester: il procedimento è quasi del tutto indolore. Semplice, facile ed economico: Hemolink ha davvero tutte le carte in regola per rappresentare la svolta nel campo dei prelievi del sangue. Dite addio ad aghi, siringhe e provette. Mettetevi comodi sul divano e applicate il dispositivo: bastano solo due minuti!

Smartwatch: il telefonino da polso

Sembra un oggetto del futuro: parliamo dello Smartwatch, l’” orologio intelligente” che si sta diffondendo sempre di più tra giovani, sportivi e appassionati di tecnologia in genere. Lo Smartwatch è un dispositivo da polso che comunica tramite Wi-Fi o Bluetooth con il nostro telefonino. L’aspetto è quello di un orologio, e infatti segnare l’ora rientra tra le sue funzioni, ma in pratica si tratta di un oggetto tecnologico che permette ad esempio di leggere e-mail e messaggi, connettersi ai social network, consultare la rubrica telefonica e di fare molte altre cose, che dipendono dal costo, dalle esigenze e dal sistema operativo presente sullo Smartwatch.

Con quali smartphone è compatibile?

Perché si fa presto a parlare di Smartwatch: in realtà si tratta di una tecnologia ancora poco diffusa e su cui i giganti della comunicazione digitale come Google, Samsung e Apple si battono a colpi di funzionalità più o meno indispensabili. Innanzitutto, gli Smartwatch sono dotati principalmente di due sistemi operativi: uno compatibile soltanto con i dispositivi Android e l’altro soltanto con quelli Apple. Esistono poi degli Smartwatch che possono essere collegati a tutti i telefonini, ma spesso capita che ci sono notevoli differenze di funzionalità e prestazioni in base al sistema operativo del proprio smartphone. Quindi, se decidete di acquistare quest’ultimo ritrovato della tecnologia, il consiglio è di scegliere uno Smartwatch che abbia un sistema operativo creato dalla stessa azienda del vostro telefono.

In base alle funzioni, lo Smartwatch può essere comodo e utile, perché permette di svolgere molte operazioni direttamente dal proprio polso senza dover tirare fuori il telefonino ogni volta. Ad esempio si può ascoltare la propria musica preferita tramite il lettore Mp3, leggere i messaggi e la posta elettronica, controllare il meteo prima di partire, condividere qualcosa al volo sui social network, e per i veri sportivi, contare passi, calorie, distanze e misurare la frequenza cardiaca. Alcuni modelli avanzati hanno altoparlante e microfono integrato e addirittura la possibilità di inserire la scheda Sim del telefono, per usare lo Smartwatch per fare e ricevere telefonate.

Quanti modelli esistono?

Ci sono tantissimi modelli di Smartwatch sul mercato e tantissime fasce di prezzo: la differenza risiede ovviamente nelle prestazioni, nelle funzionalità, nei materiali utilizzati per la realizzazione. I modelli di Smartwatch si trovano sia sotto forma di orologi classici, con quadrante tradizionale, con tanto di cronometro e calendario, sia quadrati, dall‘aspetto più moderno e digitale. In entrambi i casi, lo schermo si può cambiare e in certi modelli è anche touch, cioè si può comandare con un semplice tocco delle dita.

I materiali variano molto: si passa dagli economici plastica e tessuto ai più impegnativi acciaio e pelle. Tra i punti deboli di questi accessori ci sono la durata della batteria, in media un paio di giorni, e l’effettiva utilità: il nostro consiglio è di acquistarlo se per lavoro o per svago si usano molto durante il giorno le applicazioni dello smartphone.