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Tecnica della compressione aria

Elemento fondamentale per la sopravvivenza di noi esseri umani, l’aria è un componente apparentemente incolore costituito da gas e vapore. Considerata nell’antichità un elemento religioso e divino, l’uso di questa miscela ha trovato applicazione nei tempi più moderni anche in ambiti quotidiani, chimici e industriali.

L’aria che l’essere umano respira, comunemente chiamata aria atmosferica, è stata così sottoposta a diversi tipi di lavorazione che ne alterano il suo volume. La tecnica della compressione, che genera aria compressa, può essere ottenuta attraverso l’uso di ventilatori, soffianti e compressori.

Il ventilatore è un dispositivo che attraverso l’uso di una ventola, ha lo scopo di muovere l’aria generando una pressione moderata e leggermente maggiore all’aria atmosferica. Un ventilatore di grandi dimensioni che si serve di un circuito viene chiamato soffiante il quale produce lo spostamento dell’aria con pressioni moderate. Nel caso in cui l’aria, oltre ad essere spostata, viene anche compressa, ci troviamo di fronte ad un compressore.

Aria sicura e rispettosa dell’ambiente

Dispositivo usato per pressioni elevate ed inventato nel XVII, il compressore d’aria comprime l’aria attraverso l’energia meccanica di un motore e la indirizza in un serbatoio. Servendosi dell’uso di una valvola ed un tubo di uscita, l’aria compressa viene spedita all’esterno.

È bene ricordare che la pressione, misurata attraverso un manometro, viene misurata in BAR corrispondente a un chilo per centimetro quadrato. La compressione dell’aria, nonostante sia una tecnica non proprio economica dovuta all’uso dell’energia elettrica, dà vita ad un’aria pulita, trasferibile e sicura.

Le variabili da considerare

Disponibili in diverse forme e tipologie, i compressori si differenziano per potenza, portata volumetrica, portabilità e fonte energetica, tutti elementi che devono essere presi in considerazione al momento dell’acquisto. Con riferimento alla prima variabile, essa si attesta normalmente tra i 1,5hp e i 6,5hp per compressori di uso quotidiano mentre quelli riservati ad uso industriale presentano capacità maggiori.

La portata volumetrica è invece misurata in MC/s ovvero metri cubi al secondo mentre la portabilità fa riferimento alla duttilità del compressore aria e allo spazio che si ha a disposizione: da qui nasce la scelta tra un compressore aria piccolo e portatile e un compressore aria grande e potente. Sempre con un occhio all’ambiente dove andremo ad usare il compressore, è importante considerare la fonte di energia: ai più comuni compressori dotati di un sistema elettrico di trasmissione con capacità compresa tra i 110/220V e 240V, si affiancano compressori caratterizzati da motore a benzina.

Le macchine che prevedono una destinazione principalmente industriale rispondono al nome di compressori d’aria alternativi, grandi compressori a pistoni, e i compressori rotativi, chiamati alternativamente a vite. Se si escludono queste due categorie, i compressori più comunemente utilizzati per uso domestico o per piccole officine sono principalmente due: i compressori a pistone tradizionale e di volume compreso tra 6 litri e 50 litri o i cosiddetti compressori a cinghia.

Vantaggiosi dal punto di vista economico ed efficienti sotto l’aspetto qualitativo, i compressori a pistone maggiormente utilizzati sono quelli da 24 litri e da 50 litri, un buon compromesso per un uso quotidiano e domestico. Se l’uso del compressore aria è invece più frequente e la quantità di aria di cui si necessita è maggiore, è bene dotarsi di compressori a cinghia che possono essere utilizzati per molte ore in quanto utilizza la metà dei giri di un normale compressore. Affidabili e qualitativi, hanno anche il vantaggio di essere prodotti in Italia.