La Maca: dalle Ande la pianta che dà energia e vigore

Lepidium peruvianum, è una pianta che appartiene alla famiglia dei cavoli ed è conosciuta fin dal 1600 a. C.: cresce sui pendii montuosi in Perù e in Bolivia e si concima naturalmente con gli erbivori che popolano questi territori. Si tratta fondamentalmente di una rapa, che cresce in condizioni proibitive su terreni rocciosi a circa 3.000 metri sul livello del mare, in una zona con molta escursione termica: si passa infatti dalle temperature sottozero della notte al sole battente durante il giorno.

La parte utilizzata è la radice: si trova in vari colori, che vanno dal nero al giallo, e tradizionalmente è consumata fresca dalle popolazioni locali o in polvere per insaporire cibi e bevande. La maca, in particolare la sua radice, si può definire una pianta prodigiosa, grazie alla sue proprietà: è energizzante, stimola il metabolismo, calma la fame nervosa, aiuta ad aumentare le difese immunitarie e quindi a combattere malanni di stagione e malattie psico-somatiche, è ricca di elementi preziosi come vitamine A, C e del gruppo B, minerali come fosforo, zinco e manganese, fibre e proteine.

Molto nota e utilizzata da sempre in Bolivia e in Perù come ricostituente naturale, in Italia è diventata rinomata di recente grazie a due funzioni principali: preziosa alleata per sport, diete e integrazione alimentare, e viagra naturale, grazie ai suoi effetti stimolanti sul sistema ormonale sia maschile che femminile.

La maca: come usarla

La radice di Maca si trova in erboristeria, nei negozi specializzati e nei settori dedicati all’alimentazione naturale dei grandi supermercati, in forma liquida, come estratto puro o come compresse e quasi sempre di coltivazione biologica.

Liquida o in polvere è ideale da aggiungere a succhi, tisane, condimenti e anche, miscelata ad altre farine, perfetta per preparare pane e impasti. Le compresse sono già pronte da assumere con acqua: si consiglia sempre di chiedere informazioni a uno specialista, perché, a causa della ricca presenza di iodio, potrebbe incidere sul funzionamento della tiroide.

Si tratta di una pianta alimentare, quindi non ci sono indicazioni mediche sul dosaggio quotidiano: in generale si consiglia l’assunzione di una quantità variabile tra i 5 e i 20 milligrammi al giorno, sempre sotto controllo.

A chi è consigliata la maca?

La principale per funzione e effetti maca è la glicogenesi: questa pianta permette la produzione di una riserva di glucosio nell’organismo. Per questo motivo, è indicata come integratore naturale in tutti i casi di carenze nutritive, stress fisico e mentale, debolezza, ma anche per l ‘attività sportiva e ogni volta che c’è bisogno di una riserva di energia.

È molto utile inoltre se associata alle diete dimagranti, perché stimola il metabolismo, placa la fame e apporta una grande quantità di fibre e proteine. La maca è un ottimo alleato anche contro l‘impotenza, perché agisce da afrodisiaco naturale, e si rivela molto valida per l’apparato riproduttivo femminile: la presenza di steroli e alcaloidi ha un effetto benefico sugli ormoni, donando sollievo ai disturbi femminili tipici come quelli legati a premenopausa e menopausa, sindrome premestruale o dismenorrea.

Spremiagrumi: il succo del benessere

Chi non apprezza un buon succo d’arancia spremuta al momento? è un concentrato di vitamina C e acido ascorbico, preziosi contro i malanni di stagione e raffreddori, è fresco, dissetante e spesso protagonista della prima colazione. Gli agrumi sono ricchi di vitamine indispensabili per il buon funzionamento del nostro organismo. Ma non sempre, sia per ragioni di gusto che di orari, è possibile mangiarli interi.

Per questo motivo, una bella spremuta di arancia fatta in casa è un‘alternativa sana, salutare e soprattutto economica ai succhi di frutta industriali. Per un litro di spremuta basta un kg di arance, magari comprate al mercato. Se le arance sono dolci, poi, non è necessario aggiungere lo zucchero.

Il succo d’arancia regala poi arricchisce dolci, macedonie, cocktail, pan di spagna. Ma non solo arance: pensiamo alle fresche limonate, o a mix di agrumi meno usati come pompelmo giallo o rosa, cedro, bergamotto, mandarino. Un consiglio per conservare al meglio la spremuta: riposta in una caraffa coperta da una pezzuola di cotone inumidita o da una pellicola, può conservarsi in frigorifero per un giorno interno senza perdere le sue preziose proprietà nutritive.

Lo spremiagrumi manuale

Lo spremiagrumi manuale si trova sia in plastica che in acciaio. Il funzionamento è semplice: la parte superiore ha un cono per spremere l’agrume e una griglia per raccogliere la polpa; la parte inferiore raccoglie il succo. Esistono anche dei modelli “verticali”, semiprofessionali, in cui si inserisce l’agrume già tagliato in alto e, grazie a una leva che funziona da pressa, si raccoglie il succo direttamente nel bicchiere.

In entrambi i casi è importante lavare e asciugare bene lo spremiagrumi in tutte le sue parti, perché l’acidità dei frutti può corrodere la plastica o il metallo. Lo spremiagrumi manuale è ideale per chi non ha problemi alle articolazioni e non ha bisogno di grandi quantità di spremuta. Tranne i casi particolari, come gli spremiagrumi di design, inoltre, lo spremiagrumi manuale è la scelta più economica.

Spremiagrumi elettrico: le caratteristiche

Lo spremi agrumi elettrico è più capiente: la caraffa permette di raccogliere più succo. È un elettrodomestico dal consumo elettrico minimo e si lava in lavastoviglie perché tutte le parti lavabili si possono smontare. È importante rimuovere tutti i residui della polpa prima di inserire queste parti nella lavastoviglie.

Gli spremiagrumi elettrici variano in base alle funzionalità. Il modello base ha un cono in alto con la griglia, un contenitore per raccogliere il succo e una base che si collega con un cavo alla presa di corrente. Tutti i modelli ormai hanno l’avvolgicavo integrato, per riporre lo spremiagrumi senza occupare molto spazio, e un coperchio antipolvere.

Di solito questo piccolo elettrodomestico funziona a pressione: basta appoggiare sul cono l’arancia o il limone tagliato e il cono inizia a girare. È prevista anche la funzione alternata, cioè il cono gira sia in senso orario che antiorario per spremere l’agrume al meglio. Inoltre è possibile selezionare la quantità di polpa che filtra nel succo.

I modelli più avanzati presentano funzionalità comode per chi ha poco tempo, o una famiglia numerosa, ad esempio. Tra le funzioni previste dai modelli accessoriati ci sono il taglio automatico della frutta, la spremitura automatica e la possibilità di centrifugare gli agrumi per recuperare anche le fibre e la polpa. Ma non dimentichiamo che quasi tutti i robot da cucina hanno l’accessorio spremiagrumi: la scelta dipende sempre dalle esigenze.

Apparecchi per aerosol

Apparecchi per aerosol: curarsi respirando

L’apparecchio per aerosol è un dispositivo medico usato per curare le vie respiratorie alte, medie e basse, per prevenire e curare le allergie e per il trattamento a lungo termine della fibrosi cistica. In pratica, l’aerosol nebulizza la sostanza (medicina, soluzione fisiologica), frammentandola in particelle piccolissime di vapore, tra gli 8 e gli 0,5 micron. Per avere un’idea della dimensione, basti sapere che un micron è un millesimo di millimetro. In questo modo, la sostanza raggiunge rapidamente le vie respiratorie: dalla laringe, ai bronchi, ai polmoni. I benefici dell’aerosolterapia dipendono dal fatto che il farmaco arriva direttamente nelle vie aeree, garantendo un’azione concentrata, efficace, meno invasiva e soprattutto con minori effetti collaterali.

L’aerosol: pneumatico, ultrasuoni o mesh

L’aerosol pneumatico è l’apparecchio più diffuso e indicato, perché ha un buon rapporto qualità prezzo e nebulizza con efficacia anche i farmaci più densi. Funziona tramite un compressore, che trasforma la soluzione di farmaci e la fisiologica in goccioline minuscole. L’aerosol a ultrasuoni funziona invece con un disco, di ceramica o altri materiali, che scompone la soluzione in micro particelle grazie a una frequenza di corrente molto elevata. Sono apparecchi silenziosi, quindi ideali per i bambini molto piccoli, ma hanno una durata inferiore a quelli pneumatici, perché possono surriscaldarsi e alterare i principi attivi di alcuni farmaci.

Gli apparecchi per aerosol mesh sono i più recenti sul mercato e funzionano tramite una lamina, che con oltre mille piccoli fori vaporizza la soluzione in modo preciso: le particelle sono grandi tra 1 e 5 micron e raggiungono quindi in modo efficace bronchi e polmoni. Per questo motivo sono indicati per curare le basse vie respiratorie. Gli aerosol con tecnologia mesh sono leggeri, facili da usare e silenziosi, ma al momento sono gli apparecchi più costosi. Aldilà delle varie tecnologie, l’apparecchio per aerosol è composto da elementi comuni:

  • La base, con le batterie o il cavo per la presa di corrente;
  • Un tubo di raccordo tra la base e l’ampolla;
  • L’ampolla, in vetro o in materiale infrangibile, che contiene il farmaco e la soluzione fisiologica
  • Gli accessori per la terapia che si innestano sull’ampolla: maschera, boccaglio oppure forcella nasale.

Come si usa l’aerosol?

Prima di accendere l’apparecchio, bisogna inserire nell’ampolla il farmaco e la soluzione fisiologica, secondo i dosaggi prescritti. Di solito i farmaci sono monodose: basta svuotare il contenuto nell’ampolla, e poi aggiungere, tramite una siringa con ago monouso, la quantità richiesta di soluzione fisiologica. Il boccaglio, che è l’accessorio più efficace perché immette direttamente nelle vie respiratorie la soluzione, si tiene stretto tra i denti, chiudendo il naso.

La mascherina invece si applica coprendo bocca e naso; è importante che la mascherina sia delle dimensioni giuste: la maggior parte dei modelli prevede anche una mascherina pediatrica. La mascherina è più pratica da usare, soprattutto per i bambini, ma è meno efficace del boccaglio perché la soluzione si disperde tra bocca e naso. La doccia nasale sembra la meno efficace, perché le particelle filtranti del naso indeboliscono i principi attivi del farmaco. Dopo aver acceso l’apparecchio, applicare l’accessorio e restare seduti, col busto dritto, respirando normalmente, per circa 10 minuti o comunque fino a quando si sente il rumore della soluzione che passa attraverso il tubo.

effetti benefici delle tisane

Gli effetti benefici delle tisane

Fin dalla notte dei tempi, l’uomo ha appreso e studiato gli effetti delle erbe mediche e di quelle officinali che sono alla base di infusi e tisane. Durante il Medioevo, nei monasteri e nelle scuole di medicina, queste piante curative a scopo terapeutico erano ben note, tanto che la loro fama di apportare numerosi benefici è approdata fino ai nostri giorni. Una bella e profumata tisana, magari accompagnata da un bel libro e da una coperta, è da sempre sinonimo di relax e di quella “coccola” che ci si concede per prendersi cura di mente e corpo.

Nei supermercati si può trovare una vastissima gamma di tisane di moltissime qualità, proprietà e dai gusti più svariati. Tuttavia esse sono monopolio indiscusso del sapere dell’erborista che sfrutta e combina le diverse erbe in modo da esaltarne il sapore, ma soprattutto le proprietà. La tisana di erboristeria infatti contiene, oltre alla pianta principale, ulteriori erbe chiamate elementi adiuvanti (sempre naturali) che accrescono gli effetti benefici e i principi attivi dell’infuso stesso. Vengono utilizzate non solo come palliativo alla frenetica vita quotidiana, ma soprattutto per alleviare e combattere diversi disturbi: possono curare tosse, raffreddore, ritenzione idrica, mal di testa, combattono il gonfiore e sono alleate della pancia piatta, curano l’insonnia, rilassano le tensioni e allentano lo stress.

La ricetta per una tisana perfetta

Si preparano in acqua calda, preferibilmente bollente e possono essere usate, a seconda del tipo di erba, sia i fiori che le foglie, freschi e secchi. Inoltre, esistono due principali tecniche di preparazione: l’infusione e la decozione. Si può parlare di infusi quando si immerge la miscela in acqua calda e la si lascia riposare per qualche minuto (tisane aromatiche) mentre più tempo richiedono quelle di tipo terapeutico (circa 20 minuti).

La decozione invece, prevede di portare a ebollizione la miscela per diversi minuti e lasciar macerare la droga per qualche minuto a fuoco spento: questa pratica viene soprattutto usata per estrarre le proprietà benefiche da radici, cortecce, rametti e bacche nelle quali l’acqua incontra maggior difficoltà nell’ attraversarle. È consigliabile assumere quelle digestive subito dopo i pasti principali mentre quelle che combattono l’insonnia vanno preferite circa mezz’ora prima di coricarsi. Si consiglia di conservare le tisane in appositi contenitori lontano da luce e umidità e di riporli poi in luoghi freschi e asciutti: solo così potrete assicurarvi una buona riuscita dell’infuso.

Le tisane più diffuse

Indubbiamente la tisana più famosa è la camomilla utilizzata come analgesico per testa e pancia, ma ancor più famosa per le sue caratteristiche distensive: concilia il sonno di grandi e piccini da generazioni. Andiamo infine brevemente ad elencare le principali e più diffuse tisane e le loro relative proprietà, ricordando sempre di consultare il parere del proprio medico e dell’erborista per evitare controindicazioni e allergie:

  • Tisana alla malva: combatte tosse e mal di gola/stomaco ed è emolliente ed idratante
  • Tisana alla calendula: contro raffreddore e tosse
  • Tisana al tarassaco: depurativa,digestiva e snellente
  • Tisana alla menta: digestiva, ottima in caso di infiammazioni orali
  • Tisana all’ ortica: diuretica e drenante, elimina le tossine dal nostro corpo
  • Tisana alla lavanda: ha proprietà calmanti e rilassanti
  • Tisana alla melissa: allevia lo stress e combatte l’insonnia
  • Tisana al carciofo: depurativa e diuretica espelle le tossine e sgonfia l’addome
  • Tisana alla betulla: combatte la ritenzione idrica ed è anche un anticellulite

Le tisane insomma sono una preziosa e sana abitudine: rappresentano un ottimo metodo per idratare e “curare” il nostro corpo aiutandoci a vivere meglio.