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Instant messaging

Instant messaging: sempre in contatto

Con la diffusione dei social network, le offerte per ADSL e dati mobili e degli smartphone, l’Instant messaging (messaggistica istantanea) è il modo più diffuso per comunicare. Ormai chiunque ha un telefonino lo usa non più soltanto per telefonare, ma per scambiarsi messaggi di testo, messaggi vocali, file e video.

Che cosa sono i servizi di messaggistica istantanea?

Si tratta di applicazioni per PC, smartphone e tablet, per scambiarsi testo, voce, immagini e vari tipi di file, e di condividere la propria posizione, in tempo reale, con altri dispositivi su cui è installata questa stessa applicazione.

Il servizio funziona tramite l’ADSL o la rete mobile, ed è necessario registrarsi, con un’e-mail, un account di un social network oppure un numero di telefono. Tra i primi ad essere stati lanciati sul mercato c’è Skype, che si può usare anche senza numero di telefono. Poi sono arrivati quelli collegati ai social network.

I servizi di messaggistica istantanea che funzionano tramite l’account ai social network più famosi sono Messenger di Facebook e Google Hangouts. Sono molto simili, perché entrambi dipendono da un profilo Facebook o Google, e permettono di scrivere, inviare file, foto, video e messaggi vocali, chiamare a e videochiamare tramite PC, tablet e telefonino.

I messaggi possono essere inviati ai propri contatti, ma anche a chi non ne fa parte: basta inserire un nome o un numero di telefono nella casella di ricerca per trovare i contatti, inviare il messaggio ed eventualmente aggiungerli alla propria rete.

La messaggistica istantanea con il numero di telefono

Le applicazioni come Whatsapp, Wechat e Telegram non si possono usare se non si collega un numero di telefono. Si possono utilizzare non solo sul cellulare ma anche sul PC, tramite un collegamento al proprio telefonino, oppure sul tablet.

Ciascun account è collegato a un numero di telefono, e inserisce in automatico nei contatti tutti quelli che sulla nostra rubrica hanno l’applicazione. Questo tipo di messaggistica permette di inviare, ricevere e archiviare chat, audio, messaggi vocali, video, vari tipi di file, contatti telefonici, posizioni, e anche di telefonare, tramite ADSL o rete mobile.

Quest’ultima funzione permette di telefonare praticamente a chiunque a costo zero, spesso con un’ottima qualità audio. Queste applicazioni permettono anche di creare e amministrare gruppi fino a 200 persone in base all’applicazione, e di mandare messaggi a più persone contemporaneamente anche senza creare un gruppo.

Tra le funzioni per proteggere la privacy è possibile stabilire a chi rendere visibili dati come l’ultimo accesso, l’immagine del profilo, e anche bloccare numeri telefonici e archiviare o meno file e conversazioni.

La messaggistica istantanea tramite un account

Questo tipo di servizio è collegato a un account, come Facebook, e permette di comunicare in tempo reale con i contatti che hanno la stessa applicazione, di chiamare e videochiamare. Sono applicazioni utili perché non c’è l’obbligo di dare il proprio numero di telefono, anche se le integrazioni recenti permettono di aggiungere a questi contatti quelli della rubrica telefonica.

Tra i più usati: Skype, Messenger, Google Hangouts. Oltre a poter essere usati sul PC, questi servizi hanno le app per smartphone e tablet. Anche qui si possono inviare file audio e video, testo, immagini, messaggi vocali e file in allegato e gestire molte impostazioni che permettono di proteggere la privacy.

sport sempre al primo posto

Lo sport al primo posto

I benefici dello sport sono ormai ben noti a tutti e confermati da ricerche e studi scientifici. Una regolare attività infatti tende a migliorare la qualità della vita di chi la pratica sotto il punto di vista fisico e psichico.

Purtroppo però, tra riunioni di lavoro, colloqui ed impegni personali, molta gente trova difficoltà a ritagliarsi uno spazio da dedicare alla mobilità. Una soluzione percorribile per coloro che non vogliono rinunciare allo sport e per coloro dotati di grande forza di volontà è un’attività fisica da svolgere di primo mattino.

Praticare sport al mattino ha infatti molti vantaggi e sempre più gente sta adottando questa soluzione per scelta e come alternativa all’attività fisica serale, indipendentemente dagli impegni personali giornalieri.

Pura Energia

L’attività fisica mattutina è una vera e propria fonte di energia. Al contrario della sera, quando il corpo è ormai stanco a causa dello stress quotidiano, alle prime luci dell’alba il corpo tende ad essere più fresco e maggiormente predisposto allo sforzo. Fare sport al mattino migliora il metabolismo tenendolo a livelli elevati per tutto l’arco della giornata e consente anche all’organismo di regolare la fame tendendoci lontani da quel senso di desiderio che a volte ci prende in modo improvviso.

Benefici sono registrati anche in termini di insonnia, in quanto l’attività mattutina rende la giornata regolare con effetti postivi sulla qualità del riposo notturno. Una corsa, un po’ di sollevamento pesi o semplicemente una blanda ma salutare passeggiata, magari in riva al mare, consentono al cervello di risvegliarsi, alla muscolatura di riattivarsi ed aumentano la frequenza cardiaca rendendoci attivi e pronti per affrontare la giornata con forza e dinamicità.

La mente tende ad essere più efficiente e lucida facendoti guardare la vita sotto un altro punto di vista. Allenarsi la mattina migliora l’organizzazione della tua giornata e la libera: durante il giorno avrai più tempo a disposizione per te stesso e per la tua famiglia senza il pensiero incombente di doverti sbrigare e correre a casa o in palestra.

Benessere e sorrisi

Molti sportivi tendono ad accompagnare l’aerobica mattutina ad uno stato di digiuno. Questa tecnica infatti, permette di bruciare molti più grassi rispetto a quelli che si brucerebbero a stomaco pieno. È risaputo che il corpo umano, dopo le ore di digiuno notturno, tende ad avere un basso livello di glicemia e glucosio rispetto al resto della giornata.

In termini energetici, vista la carenza di glucosio nell’organismo, il nostro corpo per compiere gli sforzi richiesti dall’attività fisica fa ricorso ai grassi, bruciandoli e favorendo il dimagrimento. In caso contrario, la colazione apporterebbe insulina che di conseguenza impedisce al corpo di attingere ai grassi.

In definitiva, indipendentemente dalle motivazioni personali o a ragioni di linea e forma, un’attività fisica mattutina in modo costante nel tempo stimola il tuo organismo, favorisce la circolazione e soprattutto migliora il tuo umore e la tua sensazione di benessere che riuscirai a trasmettere per tutto l’arco della giornata anche a coloro che ti circondano.

Prelievi ematici

Prelievi ematici: paura e ago fobia

Molto spesso capita, e non solo ai bambini, di essere presi dal panico nel momento in cui ci si trova ad affrontare un prelievo di sangue. Seppur non intenso e di breve durata, per gli ago fobici, il dolore provocato dall’ago nella pelle o semplicemente dalla sua sola vista, è davvero insopportabile.

La risposta: Hemolink

L’ azienda americana di Madison nel Winsconsin, Tasso Inc., ha messo a punto un nuovo dispositivo capace di eliminare totalmente la paura dei prelievi: il suo nome è Hemolink. Si tratta di un piccolo dispositivo, della grandezza di una pallina da ping-pong, monouso e senza ago in grado di prelevare il sangue dal braccio o dall’addome per poi essere esaminato in laboratorio.

Hemolink può essere utilizzato direttamente dal paziente che premendolo per circa due minuti (prelievo di cita 15 cc) sulla zona di pelle interessata, “aspira” una piccola quantità di sangue sufficiente per l’analisi del colesterolo, della glicemia e delle cellule tumorali (e se ne sta studiando anche un suo utilizzo per poter rilevare il virus dell’HIV).

Questo dispositivo sfrutta il principio della capillarità sottovuoto: all’interno del congegno il sangue viene raccolto e trasportato grazie ai capillari della nostra pelle in un piccolo “centro” di raccolta posto all’interno di Hemolink.

Gli sviluppi di Hemolink

I fondatori della Tasso Inc. sono un gruppo di ricercatori della University of Wisconsin-Madison esperti in materia dei micro fluidi che stanno anche studiando un modo per conservare il sangue una volta prelevato con Hemolink: lo scopo da raggiungere è quello di mantenere il sangue inalterato per un periodo di circa una settimana ad una temperatura non superiore ai 60 gradi.

Quindi potendo rimanere il sangue a temperatura ambiente senza che venga deteriorato, verrebbe meno la necessità di trasportarlo in condizioni di freddo o in celle refrigerate fino al primo laboratorio ematico.

Ulteriori vantaggi di Hemolink

Hemolink, oltre al terrore degli aghi, combatte anche il dispendio di tempo e denaro per tutti coloro che devono affrontare periodici controlli e conseguenti prelievi ematici: il paziente potendo utilizzare direttamente il dispositivo senza il bisogno di alcuna consulenza e formazione medica, eviterebbe continui spostamenti al centro prelievi e le lunghe file ai quali si è soliti attendere.

Hemolink, che sta attendendo di ottenere il brevetto, potrebbe presto entrar a far parte del comunque uso medico, grazie alla facilità di utilizzo e anche al suo basso costo (il dispositivo è infatti completamente realizzato in plastica).

Il dispositivo inoltre, è già stato testato con un buon riscontro da parte dei tester: il procedimento è quasi del tutto indolore. Semplice, facile ed economico: Hemolink ha davvero tutte le carte in regola per rappresentare la svolta nel campo dei prelievi del sangue. Dite addio ad aghi, siringhe e provette. Mettetevi comodi sul divano e applicate il dispositivo: bastano solo due minuti!

social street

Come nasce la social street

Nata nel 2013 a Bologna, è un fenomeno del tutto italiano che si sta diffondendo rapidamente anche oltre confine: si tratta della social street o strada sociale. Purtroppo se ne parla ancora molto poco, ma partiamo dall’inizio. La social street è un fenomeno sociologico di aggregazione spontanea in cui i residenti di una via o di un quartiere, tramite il web o i social network, si ritrovano insieme per scambiarsi favori, organizzare attività, stare insieme. Il primo esperimento sociale parte, come abbiamo detto, nel 2013 a Bologna in via Fondazza.

Federico Bastiani, giornalista e padre di un bambino di appena due anni si trasferisce da un piccolo paesino toscano nel capoluogo emiliano. Subito nota la differenza tra il cortile in cui era cresciuto, tra quella via dove tutti si conoscevano e la nuova e sconosciuta strada dove era approdato insieme alla sua famiglia. Cosa fare per sentirsi di nuovo a casa? Bastiani crea un gruppo su Facebook “Residenti in via Fondazza”: tramite passaparola, volantini e pubblicità nei negozi della zona, nel giro di pochi mesi, il gruppo arriva a 930 membri su circa 2000 abitanti.

Che cos’è la social street

La social street inizia da un piccolo gruppo di persone e non è detto che debba per forza coinvolgere grandi numeri. È l’idea alla base quella che conta davvero: rifarsi alle regole del buon vicinato, scambiare beni materiali o piccoli favori. Dal prestare una scala o lo zucchero per una torta, da pagare le bollette per l’anziana del piano di sotto a fare la spesa allo studente con la gamba rotta. C’è chi addirittura condivide la Wi-Fi nello stesso pianerottolo.

Ma social street non è solo questo, è molto di più: dai primi favori si passa a dei veri e propri momenti da trascorrere insieme dettati da interessi comuni, come la passeggiata in città, l’uscita in bici la domenica, il pomeriggio al cinema e i picnic in strada. C’è chi porta una bottiglia di vino, chi la torta fatta in casa, chi si occupa delle vettovaglie. Dal baratto, ai concerti ai momenti lettura, dai cineforum agli aperitivi. Tutto rigorosamente gratis e tramite social network.

E non solo i rapporti tra vicini migliorano, ma anche quello tra l’abitante e il suo stesso quartiere: si organizzano manifestazioni per ripulire il parco, si mette un vaso per abbellire unisce scorcio, insomma si cerca di migliorare l’aspetto della via stessa. Le conseguenze positive delle social street. Nelle social street, l’altro non è visto più come un nemico dal quale frettolosamente chiudersi a chiave dietro la porta di casa, ma diventa risorsa e riscoperta.

Riprende vita una socialità e una solidarietà dimenticate che social network da un lato e società individualistica dall’altro, aveva messo a dura prova. Alla base comunque vi è l’idea di reciprocità, ma non è detto che si debba per forza ricevere “qualcosa” in cambio: molto spesso quello che torna indietro è un valore inestimabile, è il sentirsi parte di una comunità, di un gruppo, di una strada.

cucina francese

La cucina francese: Patrimonio dell’Umanità

Eh sì: dal 2010, la cucina francese e in generale tutto ciò che è legato alla sua gastronomia, dalla disposizione degli elementi in tavola all’abbinamento dei vini, fa parte della lista di ricchezze riconosciute dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’Umanità.

I motivi sono facili da indovinare: quando si parla di cucina francese vengono subito in mente una serie di delizie famose in tutto il mondo, ma anche superbi vini DOC, dolci, formaggi e un intreccio armonioso che comprende il piacere di stare a tavola, l’atmosfera accogliente, i profumi dei dolci e molto altro.

Non esiste una sola cucina francese: bisogna distinguere ad esempio la cucina di Parigi, che con i suoi ristoranti con specialità da tutto il mondo risente del melting pot di etnie che qui risiedono, e le varie cucine regionali, che come in Italia presentano moltissime differenze tra nord, centro e sud, regioni montuose e località di mare.

La cucina francese: i piatti tipici

Si inizia dalla colazione, il petit dèjeuner: simile a quella italiana, comprende the e caffè, succhi e biscotti e la viennoiserie, un assortimento di panini dolci con uvetta e cioccolato, croissant e piccoli dolci.

Il pranzo inizia con un antipasto, che prevede salumi e verdure, crude e cotte: la famosa insalata nizzarda, ad esempio, è un antipasto con peperoni, pomodori, olive nere, carciofi. Si prosegue poi con la famosa quiche, che è una sfoglia di pasta brisèe originaria della Lorena, ma farcita in vari modi in base alla regione: nella farcia non manca mai la deliziosa besciamella.

I protagonisti sono poi una portata di carne o pesce, o di entrambi a seconda dell’occasione e delle zone. Come non citare ad esempio il filetto di Bordeaux, o il Coq au vin (pollo) della Borgogna, il foie gras? Completano il pasto, sia a pranzo che a cena, i sublimi dolci come le crepes suzettes, la millefoglie, la Saint -Honoré. Anche i formaggi sono considerati un dolce: da non perdere il Camembert, fresco o stagionato, e il caratteristico Roquefort.

La cena è il pasto principale dei francesi: anche qui non mancano mai gli antipasti, che spesso iniziano con una delle deliziose zuppe, come la soupe à l’oignon, con cipolle gratinate in forno, o la bouillabaisse, tipica di Marsiglia, o la ratatouille. Gli amanti dei frutti di mare potranno ordinare ostriche, cozze e vongole, ovviamente freschissime e annaffiate da un ottimo champagne.

A pranzo e a cena non possono mancare i rinomati vini francesi, conosciuti e celebrati in tutto il mondo. Tra quelli da provare o comprare consigliamo i vini Doc di Bordeaux e quelli dell’Alsazia. Tra i liquori, il cognac si produce proprio qui, come il Cointreau e il Grand Marnier.

Ma i primati della cucina francese non finiscono qui: maionese e besciamella, così come la famosa mostarda di Digione, sono nate qui. I dolci, poi, son un trionfo di burro, creme e frutta: da assaggiare la Tarte Tatin, nata da una torta di mele rovesciata per errore, il creme caramel e i profiteroles.

culla degli Dei

La culla degli Dei

Espressione di uno stile di vita semplice e rilassato, l’amaca è una concreta fonte di sollievo dallo stress che accomuna la società odierna. Utilizzata per dormire o riposarsi, questo oggetto fatto di corda o tessuto ha origini sudamericane e caraibiche. Come soluzione alla morfologia del luogo e alle condizioni climatiche, gli Indios sfruttavano questa tecnica non solo per riposarsi, ma soprattutto per stare alla larga da serpenti e insetti che caratterizzano le zone tropicali e paludose.

L’amaca era considerata un oggetto indispensabile, sacro e così valoroso da essere rinominata “la culla degli dèi”. L’introduzione dell’amaca in Europa è strettamente collegata a Cristoforo Colombo e la sua conquista dell’America avvenuta nel 1492. Fu il grande navigatore genovese che, dopo aver notato la gente servirsi di questo strano oggetto di corda per dormire tra gli alberi in Bahamas, importò l’amaca e la impiegò soprattutto nell’ambito navale e mercantile.

I marinai sostituirono infatti la loro abitudine di dormire sul pavimento dell’imbarcazione con l’uso dell’amaca, la quale favoriva un riposo decisamente migliore in termini di comodità e pulizia.

Non solo Sudamerica

L’etimologia del nome deriva dal tipo di materiale che veniva originariamente utilizzato per la costruzione delle stesse. Si trattava delle corteccia di una albero chiamato “Hamack”, una pianta tipica del continente sudamericano dalla quale si ricavavano le fibre da appendere. Successivamente, tale materiale venne sostituito con il sisal, una fibra più morbida, più resistente e flessibile derivante dalla lavorazione di una pianta di origine messicana chiamata agave sisalana.

Oggi l’amaca, la cui sospensione è consentita da due ganci di legno o acciaio situati alle sue estremità, è presente in varie colorazioni e dimensioni ed è realizzata utilizzando diversi materiali: i più diffusi sono la corda ed il cotone.

Tra le zone di maggior rilievo nella produzione di amache spicca Otavalo, una regione ecuadoregna rinomata per la sua tradizione tessile fatta di stile e colori, e lo Yucatan, regione messicana dove la cultura dell’amaca si conserva e tramanda e dove la commercializzazione della stessa è principale fonte di guadagno per molte famiglie e località. In Italia, sfruttando il meccanismo utilizzato per la creazione delle reti da pesca, un’azienda locale dell’isola di Montisola si sta dedicando con ampio successo alla realizzazione di amache di alta qualità.

Amaca & Relax

In Sudamerica, l’amaca è una soluzione attualmente utilizzata anche dagli ostelli e dalle guesthouses, dove oltre alle camere o ai dormitori, il cliente, con un budget limitato, ha la possibilità di passare la notte pagando per un “posto amaca” ad un prezzo economico.

L’amaca, comunque, non trova applicazione solo nei paesi sudamericani e dell’America centrale, ma trova anche successo e utilizzo in tutto il mondo. Essa è infatti economica, leggera, pratica da aprire e chiudere, facile da trasportare e soprattutto comoda e rilassante. Può essere adibita ad uso interno ed esterno, non ha bisogno di eccessiva manutenzione e la troviamo in vari modelli che si adattano alle stagioni e alle esigenze.

Alcune sono dotate addirittura di coperte, lenzuolo, cuscino e di altri comfort quali riscaldamento, porta Usb e tasche dove custodire telefono o oggetti personali in modo sicuro. Insomma l’amaca, indipendentemente dai vari usi e funzioni, è per eccellenza l’emblema di pace, relax e calma interiore.

Apparecchi per aerosol

Apparecchi per aerosol: curarsi respirando

L’apparecchio per aerosol è un dispositivo medico usato per curare le vie respiratorie alte, medie e basse, per prevenire e curare le allergie e per il trattamento a lungo termine della fibrosi cistica. In pratica, l’aerosol nebulizza la sostanza (medicina, soluzione fisiologica), frammentandola in particelle piccolissime di vapore, tra gli 8 e gli 0,5 micron. Per avere un’idea della dimensione, basti sapere che un micron è un millesimo di millimetro. In questo modo, la sostanza raggiunge rapidamente le vie respiratorie: dalla laringe, ai bronchi, ai polmoni. I benefici dell’aerosolterapia dipendono dal fatto che il farmaco arriva direttamente nelle vie aeree, garantendo un’azione concentrata, efficace, meno invasiva e soprattutto con minori effetti collaterali.

L’aerosol: pneumatico, ultrasuoni o mesh

L’aerosol pneumatico è l’apparecchio più diffuso e indicato, perché ha un buon rapporto qualità prezzo e nebulizza con efficacia anche i farmaci più densi. Funziona tramite un compressore, che trasforma la soluzione di farmaci e la fisiologica in goccioline minuscole. L’aerosol a ultrasuoni funziona invece con un disco, di ceramica o altri materiali, che scompone la soluzione in micro particelle grazie a una frequenza di corrente molto elevata. Sono apparecchi silenziosi, quindi ideali per i bambini molto piccoli, ma hanno una durata inferiore a quelli pneumatici, perché possono surriscaldarsi e alterare i principi attivi di alcuni farmaci.

Gli apparecchi per aerosol mesh sono i più recenti sul mercato e funzionano tramite una lamina, che con oltre mille piccoli fori vaporizza la soluzione in modo preciso: le particelle sono grandi tra 1 e 5 micron e raggiungono quindi in modo efficace bronchi e polmoni. Per questo motivo sono indicati per curare le basse vie respiratorie. Gli aerosol con tecnologia mesh sono leggeri, facili da usare e silenziosi, ma al momento sono gli apparecchi più costosi. Aldilà delle varie tecnologie, l’apparecchio per aerosol è composto da elementi comuni:

  • La base, con le batterie o il cavo per la presa di corrente;
  • Un tubo di raccordo tra la base e l’ampolla;
  • L’ampolla, in vetro o in materiale infrangibile, che contiene il farmaco e la soluzione fisiologica
  • Gli accessori per la terapia che si innestano sull’ampolla: maschera, boccaglio oppure forcella nasale.

Come si usa l’aerosol?

Prima di accendere l’apparecchio, bisogna inserire nell’ampolla il farmaco e la soluzione fisiologica, secondo i dosaggi prescritti. Di solito i farmaci sono monodose: basta svuotare il contenuto nell’ampolla, e poi aggiungere, tramite una siringa con ago monouso, la quantità richiesta di soluzione fisiologica. Il boccaglio, che è l’accessorio più efficace perché immette direttamente nelle vie respiratorie la soluzione, si tiene stretto tra i denti, chiudendo il naso.

La mascherina invece si applica coprendo bocca e naso; è importante che la mascherina sia delle dimensioni giuste: la maggior parte dei modelli prevede anche una mascherina pediatrica. La mascherina è più pratica da usare, soprattutto per i bambini, ma è meno efficace del boccaglio perché la soluzione si disperde tra bocca e naso. La doccia nasale sembra la meno efficace, perché le particelle filtranti del naso indeboliscono i principi attivi del farmaco. Dopo aver acceso l’apparecchio, applicare l’accessorio e restare seduti, col busto dritto, respirando normalmente, per circa 10 minuti o comunque fino a quando si sente il rumore della soluzione che passa attraverso il tubo.

Smartwatch: il telefonino da polso

Sembra un oggetto del futuro: parliamo dello Smartwatch, l’” orologio intelligente” che si sta diffondendo sempre di più tra giovani, sportivi e appassionati di tecnologia in genere. Lo Smartwatch è un dispositivo da polso che comunica tramite Wi-Fi o Bluetooth con il nostro telefonino. L’aspetto è quello di un orologio, e infatti segnare l’ora rientra tra le sue funzioni, ma in pratica si tratta di un oggetto tecnologico che permette ad esempio di leggere e-mail e messaggi, connettersi ai social network, consultare la rubrica telefonica e di fare molte altre cose, che dipendono dal costo, dalle esigenze e dal sistema operativo presente sullo Smartwatch.

Con quali smartphone è compatibile?

Perché si fa presto a parlare di Smartwatch: in realtà si tratta di una tecnologia ancora poco diffusa e su cui i giganti della comunicazione digitale come Google, Samsung e Apple si battono a colpi di funzionalità più o meno indispensabili. Innanzitutto, gli Smartwatch sono dotati principalmente di due sistemi operativi: uno compatibile soltanto con i dispositivi Android e l’altro soltanto con quelli Apple. Esistono poi degli Smartwatch che possono essere collegati a tutti i telefonini, ma spesso capita che ci sono notevoli differenze di funzionalità e prestazioni in base al sistema operativo del proprio smartphone. Quindi, se decidete di acquistare quest’ultimo ritrovato della tecnologia, il consiglio è di scegliere uno Smartwatch che abbia un sistema operativo creato dalla stessa azienda del vostro telefono.

In base alle funzioni, lo Smartwatch può essere comodo e utile, perché permette di svolgere molte operazioni direttamente dal proprio polso senza dover tirare fuori il telefonino ogni volta. Ad esempio si può ascoltare la propria musica preferita tramite il lettore Mp3, leggere i messaggi e la posta elettronica, controllare il meteo prima di partire, condividere qualcosa al volo sui social network, e per i veri sportivi, contare passi, calorie, distanze e misurare la frequenza cardiaca. Alcuni modelli avanzati hanno altoparlante e microfono integrato e addirittura la possibilità di inserire la scheda Sim del telefono, per usare lo Smartwatch per fare e ricevere telefonate.

Quanti modelli esistono?

Ci sono tantissimi modelli di Smartwatch sul mercato e tantissime fasce di prezzo: la differenza risiede ovviamente nelle prestazioni, nelle funzionalità, nei materiali utilizzati per la realizzazione. I modelli di Smartwatch si trovano sia sotto forma di orologi classici, con quadrante tradizionale, con tanto di cronometro e calendario, sia quadrati, dall‘aspetto più moderno e digitale. In entrambi i casi, lo schermo si può cambiare e in certi modelli è anche touch, cioè si può comandare con un semplice tocco delle dita.

I materiali variano molto: si passa dagli economici plastica e tessuto ai più impegnativi acciaio e pelle. Tra i punti deboli di questi accessori ci sono la durata della batteria, in media un paio di giorni, e l’effettiva utilità: il nostro consiglio è di acquistarlo se per lavoro o per svago si usano molto durante il giorno le applicazioni dello smartphone.

effetti benefici delle tisane

Gli effetti benefici delle tisane

Fin dalla notte dei tempi, l’uomo ha appreso e studiato gli effetti delle erbe mediche e di quelle officinali che sono alla base di infusi e tisane. Durante il Medioevo, nei monasteri e nelle scuole di medicina, queste piante curative a scopo terapeutico erano ben note, tanto che la loro fama di apportare numerosi benefici è approdata fino ai nostri giorni. Una bella e profumata tisana, magari accompagnata da un bel libro e da una coperta, è da sempre sinonimo di relax e di quella “coccola” che ci si concede per prendersi cura di mente e corpo.

Nei supermercati si può trovare una vastissima gamma di tisane di moltissime qualità, proprietà e dai gusti più svariati. Tuttavia esse sono monopolio indiscusso del sapere dell’erborista che sfrutta e combina le diverse erbe in modo da esaltarne il sapore, ma soprattutto le proprietà. La tisana di erboristeria infatti contiene, oltre alla pianta principale, ulteriori erbe chiamate elementi adiuvanti (sempre naturali) che accrescono gli effetti benefici e i principi attivi dell’infuso stesso. Vengono utilizzate non solo come palliativo alla frenetica vita quotidiana, ma soprattutto per alleviare e combattere diversi disturbi: possono curare tosse, raffreddore, ritenzione idrica, mal di testa, combattono il gonfiore e sono alleate della pancia piatta, curano l’insonnia, rilassano le tensioni e allentano lo stress.

La ricetta per una tisana perfetta

Si preparano in acqua calda, preferibilmente bollente e possono essere usate, a seconda del tipo di erba, sia i fiori che le foglie, freschi e secchi. Inoltre, esistono due principali tecniche di preparazione: l’infusione e la decozione. Si può parlare di infusi quando si immerge la miscela in acqua calda e la si lascia riposare per qualche minuto (tisane aromatiche) mentre più tempo richiedono quelle di tipo terapeutico (circa 20 minuti).

La decozione invece, prevede di portare a ebollizione la miscela per diversi minuti e lasciar macerare la droga per qualche minuto a fuoco spento: questa pratica viene soprattutto usata per estrarre le proprietà benefiche da radici, cortecce, rametti e bacche nelle quali l’acqua incontra maggior difficoltà nell’ attraversarle. È consigliabile assumere quelle digestive subito dopo i pasti principali mentre quelle che combattono l’insonnia vanno preferite circa mezz’ora prima di coricarsi. Si consiglia di conservare le tisane in appositi contenitori lontano da luce e umidità e di riporli poi in luoghi freschi e asciutti: solo così potrete assicurarvi una buona riuscita dell’infuso.

Le tisane più diffuse

Indubbiamente la tisana più famosa è la camomilla utilizzata come analgesico per testa e pancia, ma ancor più famosa per le sue caratteristiche distensive: concilia il sonno di grandi e piccini da generazioni. Andiamo infine brevemente ad elencare le principali e più diffuse tisane e le loro relative proprietà, ricordando sempre di consultare il parere del proprio medico e dell’erborista per evitare controindicazioni e allergie:

  • Tisana alla malva: combatte tosse e mal di gola/stomaco ed è emolliente ed idratante
  • Tisana alla calendula: contro raffreddore e tosse
  • Tisana al tarassaco: depurativa,digestiva e snellente
  • Tisana alla menta: digestiva, ottima in caso di infiammazioni orali
  • Tisana all’ ortica: diuretica e drenante, elimina le tossine dal nostro corpo
  • Tisana alla lavanda: ha proprietà calmanti e rilassanti
  • Tisana alla melissa: allevia lo stress e combatte l’insonnia
  • Tisana al carciofo: depurativa e diuretica espelle le tossine e sgonfia l’addome
  • Tisana alla betulla: combatte la ritenzione idrica ed è anche un anticellulite

Le tisane insomma sono una preziosa e sana abitudine: rappresentano un ottimo metodo per idratare e “curare” il nostro corpo aiutandoci a vivere meglio.

Tende da sole

Tende da sole: proteggere decorando

Le tende da sole, o più precisamente tende da sole per esterni, sono un elemento ormai indispensabile per schermare, proteggere e rendere più belle le facciate esterne di condomini e residenze singole. Oltre alla schermatura dai raggi solari le tende da sole hanno molte altre funzioni, tra cui la riduzione dei rumori, la creazione di confortevoli zone di fresco e ombra, la protezione da vento e temperature troppo calde: basti pensare che la sola presenza di una tenda solare per esterni diminuisce la temperatura interna dell’abitazione fino al 5%, e inoltre per la legge prevede una detrazione fiscale fino al 65% per l’acquisto di tende.

Le tende proteggono inoltre la privacy, perciò sono ideali anche in zone densamente abitate o dove comunque c’è passaggio sotto le finestre. La funzione più importante resta comunque quella della schermatura solare, in particolare dai raggi UV, quelli ritenuti dannosi. Una buona tenda solare deve filtrare almeno il 90% dei raggi UV. Per questo motivo la scelta del tessuto è fondamentale. Le tende in commercio sono fatte principalmente di tessuti sintetici come il PVC, e sono trattate in modo da proteggere dai raggi solari ma anche da umidità, muffe e olio.

Quanti tipi di tende da sole si trovano in commercio?

Ci sono tanti modelli: prima di acquistarne una è bene sapere quali sono le proprie necessità. Ad esempio, se si vive in un condominio bisogna tenere conto del regolamento che prevede dimensioni e colori degli elementi comuni, mentre se si vive in un’abitazione indipendente si ha completa libertà. La tenda va scelta soprattutto in base alla collocazione e allo spazio da proteggere: balcone, terrazzo, finestra o giardino, ciascuna zona è adatta a modelli e a dimensioni diverse. Le tende da sole possono essere inoltre azionate manualmente, con una manovella, o automatiche, con un pannello di controllo o un telecomando. Alcuni modelli innovativi prevedono l’apertura automatica in caso di specifiche condizioni, come l’aumento della temperatura esterna.

Le tende da sole più comuni sono quelle a bracci: sono ideali per i balconi con poco spazio e sono costitute da un tessuto che si stende su due bracci di lato. Posso essere montate anche senza assistenza, sono pratiche ma delicate in caso di forte vento o pioggia. Le tende a caduta coprono uno spazio maggiore perché possono proteggere anche di lato, sono ideali per i balconi dei piani intermedi, che già sono coperti in alto. Le tende a cappottina ricordano appunto i tettucci apribili delle auto: si reggono su una serie di bracci, creando all’apertura un bellissimo effetto a ventaglio. Queste tende sono ideali per spazi scoperti come terrazzini e piccoli balconi che non hanno una protezione superiore.

Le tende ad attico sono quelle più indicate per proteggere grandi spazi come terrazzi e patii, perché proteggono da sopra e di lato. Sono le tende più resistenti agli agenti atmosferici e, date le grandi dimensioni, di solito sono automatiche e montate da personale specializzato. Le tende a pergolato, infine, sono tende che possono essere montate anche al pavimento: si tratta di tende ideali per spazi grandi, per proteggere e decorare giardini a ambienti esterni. Proteggono sul lato superiore e sono fissate a terra tramite una base che di solito è molto pesante proprio per garantirne la stabilità.