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LE REAZIONI AGLI ARRESTI. VENDOLA ED ERRICO
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“Io non commento le iniziative giudiziarie – ha affermato il presidente della Regione PugliaNichi Vendola – soprattutto quando non conosco gli atti. Devodire, però, che gli sviluppi clamorosi che in queste ore raccontano un’altra storia di Brindisi e del suo rigassificatore dimostrano la lungimiranza che la Regione, la Provincia e ilComune di Brindisi hanno avuto nel chiedere ostinatamente che cifosse una validazione scientifica e una validazione democratica prima di consentire che un’opera industriale ad alto rischio potesse avere cittadinanza qui a Brindisi. Ebbene, siamo statispesso dileggiati, accusati di essere il partito del ‘no’ e diessere alimentatori di dinamiche localistiche. Noi continuiamo achiedere, qui e ovunque, che ci siano procedure trasparenti, chela democrazia non venga abolita quando si tratta di coinvolgere un territorio in scelte imprenditoriali di un certo rilievo, di un certo penso, e che la città di Brindisi meritava un rispettoparticolare, per la sua storia di grandissimo dolore. Una cittàstressata dall’inquinamento ambientale, stressata dalle patologie brutte di un certo modello di industrializzazione. Edevo dire che noi dall’inizio abbiamo detto le parole giuste;abbiamo lavorato per quello che indicava un ordine del giornoapprovato all’unanimità dal consiglio regionale. Per me resta una curiosità capire come mai chi militava nei banchi delconsiglio regionale votando a favore di quell’ordine del giorno,passato sugli scranni parlamentari, invece, è diventato unaccanito sponsor del rigassificatore di Brindisi. Mi piacerebbesapere qual è la spiegazione del comportamento ambiguodell’onorevole Fitto”.
“In primo luogo io non giudico il percorso giudiziario – afferma il presidente della ProvinciaMichele Errico – Rammento solamente che l’AmministrazioneProvinciale, appena insediatasi, così come mandò allaCommissione Europea perché si potesse capire finalmente se iprocedimenti attuati fossero stati legittimi oppure no, facemmoanche un rapporto all’Autorità Giudiziaria, ponendo anche ilproblema che se i procedimenti erano stati frettolosi estrumentali qualche ragione poteva esserci. L’abbiamo saputodalla Commissione Europea che avevamo ragione e quindi è stataaperta la procedura di infrazione nei confronti dello Statoitaliano. Questo, comunque, è un punto di svolta. Non conosciamole motivazioni e quindi ci riserviamo di porre qualcheriflessione in una seconda fase. Ma a questo punto non posso cheaffermare che il percorso intrapreso ha avuto elementi dicoraggio e di grande determinazione, se non proprio di profeziada parte dell’Amministrazione Provinciale. Ecco perché icittadini devono andare fieri delle istituzioni.”
12/02/2007




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