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SCOPPIA LA POLEMICA SULL’INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA PER LE CAGNE
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Un progetto di sterilizzazione delle cagne private con gravidanza indesiderata. Questo è quanto proposto dall’Asl di Brindisi, e sovvenzionato dalla Regione Puglia, per eliminare alla fonte una delle cause del randagismo, fenomeno sempre più in crescita. I proprietari di cagne gravide, quindi, potranno presentare richiesta ai Comuni di appartenenza, affidando i propri animali alle cure dei veterinari convenzionati con l’Asl ed ottenendo gratuitamente l’interruzione della gravidanza indesiderata. La decisione ha scatenato molte polemiche. La Federazione Nazionale dei veterinari italiani ha definito la decisione “bizzarra nella costruzione ed illegittima nella realizzazione”. Lungi dal promuovere nuove discussioni sull’aborto ed il rispetto della vita, il presidente dell’Ordine dei veterinari di Brindisi, Ernesto Camassa, è preoccupato perché “la diagnosi di gravidanza non si può effettuare immediatamente, non è come per le donne, non esistono test rapidi e funzionali. Bisogna attendere almeno un mese, e il periodo di gestazione per i cani è di due mesi o poco più. Non mi è mai capitato di intervenire su cagne incinte, di solito si procede dopo la cucciolata o al massimo in tempo utile”. Il dottor Camassa, quindi, teme che questo provvedimento possa aprire le porte a situazioni senza controllo, dove la barbarie la fa da padrona, con grave rischio di sofferenza per le povere bestiole, il cui benessere, invece, va tutelato “in quanto esseri senzienti”. Non è sulla stessa posizione il presidente dei veterinari della Lega Nazionale del Cane, che in una nota scrive: “Riteniamo che questo sia un progetto di funzionari ‘illuminati’ che vanno al di là degli interessi propri o di casta ed affrontano alla fonte le cause di amplificazione del randagismo”. Il direttore generale dell’Asl di Brindisi, Guido Scoditti, infine sottolinea la validità del progetto, “per evitare la raccolta di cucciolate indesiderate che riempiono i canili-rifugi della provincia”, e propone che sia esteso alle cagne non gravide di proprietà di persone con difficoltà economiche, che non possono sobbarcarsi il costo di un intervento preventivo di sterilizzazione.
20/03/2008
Francesco Piccinin




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