BTG24

tutte le novità sul web
social street

Come nasce la social street

Nata nel 2013 a Bologna, è un fenomeno del tutto italiano che si sta diffondendo rapidamente anche oltre confine: si tratta della social street o strada sociale. Purtroppo se ne parla ancora molto poco, ma partiamo dall’inizio. La social street è un fenomeno sociologico di aggregazione spontanea in cui i residenti di una via o di un quartiere, tramite il web o i social network, si ritrovano insieme per scambiarsi favori, organizzare attività, stare insieme. Il primo esperimento sociale parte, come abbiamo detto, nel 2013 a Bologna in via Fondazza.

Federico Bastiani, giornalista e padre di un bambino di appena due anni si trasferisce da un piccolo paesino toscano nel capoluogo emiliano. Subito nota la differenza tra il cortile in cui era cresciuto, tra quella via dove tutti si conoscevano e la nuova e sconosciuta strada dove era approdato insieme alla sua famiglia. Cosa fare per sentirsi di nuovo a casa? Bastiani crea un gruppo su Facebook “Residenti in via Fondazza”: tramite passaparola, volantini e pubblicità nei negozi della zona, nel giro di pochi mesi, il gruppo arriva a 930 membri su circa 2000 abitanti.

Che cos’è la social street

La social street inizia da un piccolo gruppo di persone e non è detto che debba per forza coinvolgere grandi numeri. È l’idea alla base quella che conta davvero: rifarsi alle regole del buon vicinato, scambiare beni materiali o piccoli favori. Dal prestare una scala o lo zucchero per una torta, da pagare le bollette per l’anziana del piano di sotto a fare la spesa allo studente con la gamba rotta. C’è chi addirittura condivide la Wi-Fi nello stesso pianerottolo.

Ma social street non è solo questo, è molto di più: dai primi favori si passa a dei veri e propri momenti da trascorrere insieme dettati da interessi comuni, come la passeggiata in città, l’uscita in bici la domenica, il pomeriggio al cinema e i picnic in strada. C’è chi porta una bottiglia di vino, chi la torta fatta in casa, chi si occupa delle vettovaglie. Dal baratto, ai concerti ai momenti lettura, dai cineforum agli aperitivi. Tutto rigorosamente gratis e tramite social network.

E non solo i rapporti tra vicini migliorano, ma anche quello tra l’abitante e il suo stesso quartiere: si organizzano manifestazioni per ripulire il parco, si mette un vaso per abbellire unisce scorcio, insomma si cerca di migliorare l’aspetto della via stessa. Le conseguenze positive delle social street. Nelle social street, l’altro non è visto più come un nemico dal quale frettolosamente chiudersi a chiave dietro la porta di casa, ma diventa risorsa e riscoperta.

Riprende vita una socialità e una solidarietà dimenticate che social network da un lato e società individualistica dall’altro, aveva messo a dura prova. Alla base comunque vi è l’idea di reciprocità, ma non è detto che si debba per forza ricevere “qualcosa” in cambio: molto spesso quello che torna indietro è un valore inestimabile, è il sentirsi parte di una comunità, di un gruppo, di una strada.