scopa a vapore

Tutto ciò che dovete sapere sui lavapavimenti

Le scope a vapore hanno la funzione primaria di lavare e igienizzare: non sono, infatti, in grado di aspirare lo sporco, ma sono in grado di separarlo da qualsiasi tipo di superficie grazie ad un potente getto di vapore che può raggiungere i 120 gradi.

Questi apparecchi non sono da confondere con le scope elettriche che, invece, funzionano come veri e propri aspirapolveri: le scope a vapore devono essere utilizzate su pavimenti e superfici da cui sia già stato rimosso il grosso dello sporco e che volete igienizzare a fondo.

In commercio potete trovare elettrodomestici che uniscono le due funzioni (2 in 1), ma per un risultato migliore è consigliato acquistare due apparecchi separati che, seppur ad un prezzo leggermente superiore, vi garantiranno una casa pulita, igienizzata e libera da batteri.

Come individuare la migliore scopa a vapore?

Se state pensando di acquistare una scopa a vapore, ci sono una serie di caratteristiche che dovreste valutare per scegliere l’elettrodomestico più adatto al vostro budget e alle vostre esigenze assicurandovi un buon rapporto qualità/prezzo.
Uno degli elementi principali da tenere in considerazione è la potenza (e il conseguente consumo) della lavapavimenti (espressa in Watt).

In generale, i modelli di ultima generazione vengono prodotti in conformità alle norme europee sui consumi energetici, perciò troverete apparecchi che, seppur con un numero di Watt limitato, vi garantiranno un ottimo risultato ed un consumo energetico contenuto. Come linea guida, tenete a mente che un lavapavimenti a vapore di qualità ha una potenza minima di 1500 Watt.
Altri fattori da considerare sono la pressione della caldaia e la temperatura del vapore.

La pressione non è sempre riportata nelle schede tecniche delle scope, ma, quando possibile, assicuratevi che non sia inferiore ai 2 Bar. La temperatura del vapore, invece, è un elemento molto importante da cui dipende il livello di pulizia garantito dalla scopa. Generalmente, l’acqua evapora a 100 gradi, ma le migliori scope elettriche possono arrivare ad una temperatura di 120-130 gradi, assicurandovi così una lucidatura e un’igienizzazione superiori.

Un consiglio è di scegliere un modello che via dia la possibilità di regolare la temperatura e l’emissione del vapore, permettendovi così di utilizzare la scopa su qualsiasi tipo di superfice senza rischiare di danneggiarla.

Infine, scegliete un lavapavimenti a vapore il cui serbatoio abbia una capacità di almeno 500 ml. Un serbatoio più piccolo vi costringerebbe a fermarvi spesso per rabboccare la tanica e vi rallenterebbe. Se avete una casa grande, l’ideale sarebbe una capacità di 750 ml: un buon compromesso tra peso ed autonomia della scopa.

Su quali superfici si può usare lavapavimenti?

Probabilmente vi starete chiedendo se il lavapavimenti migliore sia indicato per ogni tipo di superficie, soprattutto per materiali delicati come il parquet. La risposta è che le scope a vapore, soprattutto i modelli migliori, sono adatte per qualsiasi tipo di pavimento.

Per quanto riguarda il parquet, optate per un getto di vapore di potenza inferiore e, se dopo 4-5 minuti la superficie dovesse risultare ancora bagnata, provvedete ad asciugarla con un panno. Inoltre, i modelli più avanzati di scope a vapore, hanno anche l’opzione di lavorare in verticale, permettendovi di lucidare ed igienizzare anche tende, poltrone e divani.

robot aspirapolvere

Consigli per un robot aspirapolvere domestico

Il robot aspirapolvere è un elettrodomestico pensato per la pulizia delle superfici della casa. A differenza di un normale aspirapolvere, il robot non ha bisogno di essere guidato nella pulizia della casa. Basta accenderlo e posizionarlo in una stanza e questo si occuperà della pulizia del pavimento.

Ci sono modelli di robot aspirapolvere che oltre ad avere la funzione base di cattura polvere, garantiscono un’ottima pulizia anche in caso di briciole o capelli o altri tipi di residui che si possono trovare sui pavimenti delle nostre case.

Come funziona

Il robot aspirapolvere può essere programmato per la pulizia delle superfici della casa. È necessario, prima di azionare il robot, di rimuovere i vari ostacoli presenti sulla superficie, di modo che il robot possa raggiungere tutti i punti della stanza senza incappare in qualcosa che lo blocchi e non gli permetta di continuare il lavoro.

Spesso le nostre case sono piene di suppellettili, o nei casi in cui ci sono bambini sono piene di giochi, tappetini e palestrine. È preferibile rassettare e stanze prima di azionare il robot. Se si decide di azionare il robot di stanza in stanza è consigliabile chiudere a porta e lasciare il robot al suo lavoro. Per evitare che la batteria possa esaurirsi subito, meglio spostare anche la base insieme al robot.

Come già detto il aspirapolvere irobot roomba oltre a rimuovere la polvere rimuove anche altri residui di sporco.
Ovviamente se i residui sono più grossi è consigliabile rimuoverli prima di aver azionato il robot in quanto potrebbero incastrarsi e mandando in surriscaldamento l’elettrodomestico potrebbero danneggiarlo.

Com’è fatto

Gli elementi più importanti da tenere in considerazione, che cambiano a seconda dei vari modelli di robot aspirapolvere in commercio, sono le dimensioni, le spazzole e la capienza del cestino.

Ad esempio è necessario acquistare delle spazzole specifiche per la pulizia di capelli, peli di animali e briciole che solitamente sono più difficili da catturare e sappiamo tutti quanto sia antipatico trascinarsi le briciole per tutta la casa. Per quanto riguarda la dimensione del robot e la capienza del cestino, questo va valutato a seconda dell’ampiezza della casa e quindi delle superfici che devono essere pulite.

I robot aspirapolvere possono essere dotati anche di un display attraverso il quale il robot comunica eventuali malfunzionamenti. Inoltre il display permette anche di programmare il lavoro del robot per poterlo mettere in funzione anche quando non si è in casa. Alcuni robot possono essere azionati anche attraverso l’utilizzo di un telecomando di modo da non doversi avvicinare al robot ogni volta che lo si voglia mettere in funzione.

Abbiamo detto che, quando di decide di mettere in funzione il robot, sia preferibile rimuovere gli ostacoli più ingombranti. In generale, per quelli che, invece, non possono essere rimossi, il robot aspirapolvere è comunque dotato di sensori che gli permettono di aggirare gli ostacoli.

scalda biberon

Lo scaldabiberon: tra ieri e oggi

Una volta comprato, non lo si lascia più. Molte mamme infatti, per diversi motivi, non sempre possono allattare naturalmente al seno il proprio bambino. Si ricorre quindi molto spesso al latte artificiale che deve assumere tutti quei tratti specifici ed essere così il più simile possibile a quello materno.

Una di queste caratteristiche e’ senza dubbio quella della temperatura che deve ricordare quella della poppata della mamma. Le nostre nonne (e ancora oggi qualche mamma) scaldavano il latte all’interno di un pentolino con dell’acqua bollente. Successivamente facevano cadere un po’ di latte sulla propria mano per controllarne la temperatura: se ancora troppo freddo si rimetteva il pentolino sul fuoco, se bollente, sul biberon veniva fatta scorrere acqua fredda del rubinetto.

Insomma un vero e proprio dispendio di tempo e di energia che faceva di certo spazientire il piccolo affamato, soprattutto nel cuore della notte. Ecco allora che lo scaldabiberon, facendosi ultima evoluzione del “bagnomaria” di una volta, corre in aiuto a mamme e papà alle prese con pianti e urli inconsolabili dei loro bimbi affamati.

Caratteristiche e utilizzo di uno scaldabiberon

Questo piccolo magico elettrodomestico, consente di scaldare il latte (e per alcuni modelli il discorso vale anche per gli omogeneizzati in vasetto) alla temperatura prescelta e di mantenerlo caldo fino a circa un’ora. Lo scaldabiberon infatti, possiede una cavità nella quale è possibile inserire il biberon con il latte da scaldare.

Molto spesso quando il bambino è appena nato e non si sono ancora stabilizzati i ritmi della poppata, capita che si svegli affamato nel cuore della notte. Lo scaldabiberon vi renderà la vita migliore facendovi guadagnare tempo e quindi sonno: preparato il latte nel biberon, dopo averlo accuratamente sterilizzato, riponetelo nel frigorifero.

Quando il piccolo affamato si sveglierà, basterà accendere il dispositivo e aspettare il segnale acustico (ormai quasi tutti i modelli ne sono dotati) che vi avviserà una volta pronto. Un’ altra caratteristica che rende lo scaldabiberon perfetto per le emergenze notturne è la sua velocità: molto più rapido del classico metodo a bagnomaria, vi permetterà di placare la fame del vostro bambino e di farvi tornare a dormire in men che non si dica.

Sono quindi due i principali motivi per cui bisognerebbe acquistare uno scaldabiberon: le tempistiche di preparazione più brevi e non dimentichiamoci, ancor più importante, la sicurezza di poter dare sempre al proprio bambino il latte alla giusta temperatura, evitando il rischio di scottature.

A differenza di quanto si possa credere, lo scaldabiberon non si usa solamente nei primi mesi per poi riporlo, senza usarlo mai più, in un angolo dimenticato della casa: al contrario è utile anche per scaldare pappine, camomille e minestrine, nel caso sia dotato anche del vano scalda vasetto. Ci sono addirittura mamme che lo continuano ad utilizzare anche dopo lo svezzamento, scaldando ancora il latte nel biberon per poi versarlo nella tazza del piccolo.

Guida a uno scaldabiberon

In commercio esistono vari tipi di scaldabiberon: quelli da viaggio che possono essere utilizzati anche in auto, quelli dedicati alle coppie di gemelli, con due vani contenitori e quelli con display o segnale acustico. Si possono acquistare in tutti i negozi specializzati per bambini, ma è sul web che si trovano offerte davvero convenienti.

Per questo motivo, si sconsiglia l’acquisito di prodotti di seconda mano: non bisogna dimenticare che, trattandosi pur sempre di un dispositivo elettrico, è necessario essere sempre certi del suo corretto funzionamento per la sicurezza di mamme e bambini.

culla degli Dei

La culla degli Dei

Espressione di uno stile di vita semplice e rilassato, l’amaca è una concreta fonte di sollievo dallo stress che accomuna la società odierna. Utilizzata per dormire o riposarsi, questo oggetto fatto di corda o tessuto ha origini sudamericane e caraibiche. Come soluzione alla morfologia del luogo e alle condizioni climatiche, gli Indios sfruttavano questa tecnica non solo per riposarsi, ma soprattutto per stare alla larga da serpenti e insetti che caratterizzano le zone tropicali e paludose.

L’amaca era considerata un oggetto indispensabile, sacro e così valoroso da essere rinominata “la culla degli dèi”. L’introduzione dell’amaca in Europa è strettamente collegata a Cristoforo Colombo e la sua conquista dell’America avvenuta nel 1492. Fu il grande navigatore genovese che, dopo aver notato la gente servirsi di questo strano oggetto di corda per dormire tra gli alberi in Bahamas, importò l’amaca e la impiegò soprattutto nell’ambito navale e mercantile.

I marinai sostituirono infatti la loro abitudine di dormire sul pavimento dell’imbarcazione con l’uso dell’amaca, la quale favoriva un riposo decisamente migliore in termini di comodità e pulizia.

Non solo Sudamerica

L’etimologia del nome deriva dal tipo di materiale che veniva originariamente utilizzato per la costruzione delle stesse. Si trattava delle corteccia di una albero chiamato “Hamack”, una pianta tipica del continente sudamericano dalla quale si ricavavano le fibre da appendere. Successivamente, tale materiale venne sostituito con il sisal, una fibra più morbida, più resistente e flessibile derivante dalla lavorazione di una pianta di origine messicana chiamata agave sisalana.

Oggi l’amaca, la cui sospensione è consentita da due ganci di legno o acciaio situati alle sue estremità, è presente in varie colorazioni e dimensioni ed è realizzata utilizzando diversi materiali: i più diffusi sono la corda ed il cotone.

Tra le zone di maggior rilievo nella produzione di amache spicca Otavalo, una regione ecuadoregna rinomata per la sua tradizione tessile fatta di stile e colori, e lo Yucatan, regione messicana dove la cultura dell’amaca si conserva e tramanda e dove la commercializzazione della stessa è principale fonte di guadagno per molte famiglie e località. In Italia, sfruttando il meccanismo utilizzato per la creazione delle reti da pesca, un’azienda locale dell’isola di Montisola si sta dedicando con ampio successo alla realizzazione di amache di alta qualità.

Amaca & Relax

In Sudamerica, l’amaca è una soluzione attualmente utilizzata anche dagli ostelli e dalle guesthouses, dove oltre alle camere o ai dormitori, il cliente, con un budget limitato, ha la possibilità di passare la notte pagando per un “posto amaca” ad un prezzo economico.

L’amaca, comunque, non trova applicazione solo nei paesi sudamericani e dell’America centrale, ma trova anche successo e utilizzo in tutto il mondo. Essa è infatti economica, leggera, pratica da aprire e chiudere, facile da trasportare e soprattutto comoda e rilassante. Può essere adibita ad uso interno ed esterno, non ha bisogno di eccessiva manutenzione e la troviamo in vari modelli che si adattano alle stagioni e alle esigenze.

Alcune sono dotate addirittura di coperte, lenzuolo, cuscino e di altri comfort quali riscaldamento, porta Usb e tasche dove custodire telefono o oggetti personali in modo sicuro. Insomma l’amaca, indipendentemente dai vari usi e funzioni, è per eccellenza l’emblema di pace, relax e calma interiore.

Tende da sole

Tende da sole: proteggere decorando

Le tende da sole, o più precisamente tende da sole per esterni, sono un elemento ormai indispensabile per schermare, proteggere e rendere più belle le facciate esterne di condomini e residenze singole. Oltre alla schermatura dai raggi solari le tende da sole hanno molte altre funzioni, tra cui la riduzione dei rumori, la creazione di confortevoli zone di fresco e ombra, la protezione da vento e temperature troppo calde: basti pensare che la sola presenza di una tenda solare per esterni diminuisce la temperatura interna dell’abitazione fino al 5%, e inoltre per la legge prevede una detrazione fiscale fino al 65% per l’acquisto di tende.

Le tende proteggono inoltre la privacy, perciò sono ideali anche in zone densamente abitate o dove comunque c’è passaggio sotto le finestre. La funzione più importante resta comunque quella della schermatura solare, in particolare dai raggi UV, quelli ritenuti dannosi. Una buona tenda solare deve filtrare almeno il 90% dei raggi UV. Per questo motivo la scelta del tessuto è fondamentale. Le tende in commercio sono fatte principalmente di tessuti sintetici come il PVC, e sono trattate in modo da proteggere dai raggi solari ma anche da umidità, muffe e olio.

Quanti tipi di tende da sole si trovano in commercio?

Ci sono tanti modelli: prima di acquistarne una è bene sapere quali sono le proprie necessità. Ad esempio, se si vive in un condominio bisogna tenere conto del regolamento che prevede dimensioni e colori degli elementi comuni, mentre se si vive in un’abitazione indipendente si ha completa libertà. La tenda va scelta soprattutto in base alla collocazione e allo spazio da proteggere: balcone, terrazzo, finestra o giardino, ciascuna zona è adatta a modelli e a dimensioni diverse. Le tende da sole possono essere inoltre azionate manualmente, con una manovella, o automatiche, con un pannello di controllo o un telecomando. Alcuni modelli innovativi prevedono l’apertura automatica in caso di specifiche condizioni, come l’aumento della temperatura esterna.

Le tende da sole più comuni sono quelle a bracci: sono ideali per i balconi con poco spazio e sono costitute da un tessuto che si stende su due bracci di lato. Posso essere montate anche senza assistenza, sono pratiche ma delicate in caso di forte vento o pioggia. Le tende a caduta coprono uno spazio maggiore perché possono proteggere anche di lato, sono ideali per i balconi dei piani intermedi, che già sono coperti in alto. Le tende a cappottina ricordano appunto i tettucci apribili delle auto: si reggono su una serie di bracci, creando all’apertura un bellissimo effetto a ventaglio. Queste tende sono ideali per spazi scoperti come terrazzini e piccoli balconi che non hanno una protezione superiore.

Le tende ad attico sono quelle più indicate per proteggere grandi spazi come terrazzi e patii, perché proteggono da sopra e di lato. Sono le tende più resistenti agli agenti atmosferici e, date le grandi dimensioni, di solito sono automatiche e montate da personale specializzato. Le tende a pergolato, infine, sono tende che possono essere montate anche al pavimento: si tratta di tende ideali per spazi grandi, per proteggere e decorare giardini a ambienti esterni. Proteggono sul lato superiore e sono fissate a terra tramite una base che di solito è molto pesante proprio per garantirne la stabilità.