Negli ultimi cinque anni non ho risparmiato al Governatore Vendola alcuna critica, anzi no, ne ho risparmiate molte. Ce ne sarebbero state da fare tante e tante ancora. Una amministrazione che ci ha fatto sognare ma ha tradito molti di quei sogni, più nel metodo che nei contenuti. Ho dichiarato più volte che avrei confermato con difficoltà il voto al Presidente Nichi Vendola. Io ho votato un diverso, un sovversivo, un poeta e mi sono ritrovato un moderato, un possibilista, un quasi-pragmatico.
Poi, inesorabili, le elezioni arrivano, e una scelta bisogna farla. È diritto e dovere, non ho molto rispetto per gli indifferenti, per gli ignavi. Traumatizzato fin dall'infanzia dalle letture dantesche che li presentano primi negli inferi, informi ed errabondi, così insignificanti che “Fama di loro il mondo esser non lassa;/misericordia e giustizia li sdegna:/non ragioniam di lor, ma guarda e passa.”
La scelta, quindi, va compiuta, scelta a volte difficile, a volte banale. In Puglia poteva essere difficile e invece è stata resa banale. Da una Parte Vendola e dall'altra Palese. Una abile manovra giudiziaria e qualche colpo basso da congiura politica ha relegato la Poli Bortone ad un ruolo di comprimario. Poi c'è Michele Rizzi del quale non ho compreso bene l'obiettivo al netto della vanità.
Mi fermo ai primi due. Lo scontro è l'inevitabile conclusione, da tempo annunciata, di un percorso politico quinquennale. Cinque anni di governo Vendola, cinque di opposizione Palese. Il Giovin Signore sconFitto, chiamato dal Sire a fare il Vassallo, ha lasciato a presidio della postazione il suo scudiero.
Niente di nuovo dal punto di vista della geografia del potere. Alla scadenza è inevitabile che lo scudiero venga promosso a ruolo di cavaliere sfidante. E possibile che il fedele scudiero abbia imparato a torneare meglio del Cavaliere? Per capirci: se Vendola ha sconFitto il Princeps possibile che possa farsi sconfiggere da un Pares? Da qui l'apparente banalità della scelta.
Certo che le elezioni sono come le partite di calcio, non sempre vince il migliore e i fattori in campo sono molteplici. Le coalizioni di centrosinistra sono note per il tafazzismo (per chi non sa Erminio Tafazzi è uno strano personaggio che usa martellarsi sulle parti molli dell'apparato riproduttivo) e per l'indolenza dei suoi esponenti, spesso amanti della vita comoda, avvezzi alla discussione sulla ripartizione dell'orso prima di averlo preso. Famoso è il recupero di Berlusconi alle elezioni politiche del 2006, grazie alle beghe della coalizione opposta recuperò dieci punti in trenta giorni arrivando quasi al pareggio invece della sonora sconfitta.
Potrebbe accadere anche in Puglia, una Puglia che nel silenzio generale e nella propaganda Palese potrebbe credere davvero che lo sfascio della pubblica amministrazione regionale sia colpa dell'amministrazione Vendola, dimenticando che per un ventennio la regione Puglia è stata appaltata alla dinastia dei Fitto e alle abili mani dell'attuale candidato Presidente nel ruolo di gestore del Bilancio. Scelta in puro stile meritocratico fatta dal principino: Palese al Bilancio per la conoscenza tecnica acquisita come pediatra. Palese alla gestione finanziaria per la perfetta conoscenza dei meccanismi che regolano le operazioni della City.
Razionalmente immaginare Rocco Palese alla Presidenza della Regione Puglia è come immaginare Nichi Vendola che pronuncia: sussurrando sussiegoso sessantasei sussurri senza sputare.”
Quindi la scelta dovrebbe essere banale, assolutamente banale, oserei dire, chiedendo scusa per la facile battuta, che Votare Vendola dovrebbe essere (anche) Palese.
Giova però rammentare che anche Pilato, quando chiamò il popolo ad esprimersi, pensava anche lui ad una scelta banale e invece vinse Barabba.
Per parte mia penso di aver trovato un candidato al quale dare il mio voto, mi ha colpito una sua frase: è buon medico colui che riesce a dare una speranza quando tutto sembra finito. Devo capire solo se è solo uno psichiatra oppure è anche matto. Nel secondo caso avrà il mio voto senza dubbio alcuno. E siccome è collegato alla candidatura di Nichi egli godrà del mio voto. Mi auguro che il Presidente Vendola sia un po' più diverso, più sovversivo e anche più poeta.
Non amo il voto disgiunto anche se voto per psichiatri un po' matti e però un augurio va fatto anche all'altro candidato: che Rocco Palese almeno impari l'inglese, ne guadagneremo tutti in ogni caso.
09/03/2010
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