Dei tanti salotti televisivi, per ragioni di tempo e antica inclinazione, seguo spesso quello di Fazio. Ieri sera c'era Margherita Hack e, a seguire, Fausto Bertinotti. Entrambi presentavano un libro, entrambi provenienti dal medesimo profilo culturale: comunisti. Per fortuna di Fazio che l'On.le Cetto Laqualunque, gigantesco come sempre, ha bilanciato politicamente la serata, anzi ha stravinto.
Margherita che presenta le stelle, Fausto che presenta la storia e Cetto che presenta 'u Pilu. Non c'è partita. Lo dice la saggezza antica: tira cchiu' nu' pilu te na cocchia te mboi.
Stabilito il fuoriclasse, resta la classifica su Fausto e Margherita. Lei, grande scienziata, che parla con scioltezza di cose complicate e cose comuni usando parole giuste e senza retorica, con quegli occhi così splendenti di luce da sembrare essi stessi delle stelle, si racconta e si protende verso il futuro ma non il suo, il futuro di tanti giovani, della ricerca, della scuola. Margherita s'arrabbia a volte e dice le cose che pensa con sincerità: “il sugo degli spaghetti faceva schifo”. E se fa schifo fa schifo, non è malcotto, trapassato, con sentori d'acido, troppo denso o troppo sciolto. Fa schifo. Margherita guarda lontano, guarda nel futuro, Margherita delle stelle, la comunità scientifica internazionale le ha donato un asteroide intero: 8558 Hack eppure riesce ad essere così semplice da lasciare stupiti, una donna che non ha bisogno di Dio per avere una straordinaria carica spirituale. Libera scienza in libero stato dice Margherita perché oggi l'una e l'altro sono costretti.
Fausto, il subcomandante Fausto, anche lui con un libro dotto, Devi augurarti che la strada sia lunga, anche lui parla del passato e del futuro. Fausto è sereno, gli manca il conflitto, “più la Camera del Lavoro che la Camera dei Deputati”. Dice cose complesse Fausto perché complesse sono. Ma una la dice chiara: “io sono comunista perché sono del '900, ma il comunismo è stato sconfitto nel '900 e non può più essere riproposto.” E per questo riparte da prima, dall'800, dalla riaggregazione degli asteroidi rimasti dal fallimento della Comune di Parigi, sostanzialmente dalla nascita del Partito Socialista. Non riesco a seguirlo Fausto, lo trovo difficile, trovo strano che non ci sia una parola di critica, magari d'autocritica verso i comunisti piuttosto che verso il comunismo.
Ha ragione Fausto quando dice che il comunismo del '900 è stato sconfitto, ma non dice quando e nemmeno da chi. Non è vero, su questo concordiamo, che siano scomparse dal panorama sociale le classi di riferimento del comunismo. Gli operai, gli sfruttati, il settore manifatturiero esistono ancora, più di prima, molto più di prima. Ma non hanno rappresentanza, non esistono nei media e non esistono nella politica. Ma solo perché la politica li ha respinti, marginalizzati, resi invisibili perché scomodi, portatori di istanze di cambiamento, di bisogni e di diritti.
Esistono e come gli operai in Cina ad esempio, ma che ruolo hanno nella Cina “comunista”? O in Brasile o in Sudafrica? Se il comunismo fosse stato sconfitto qualcuno avrebbe vinto, ad esempio il suo avversario di sempre, l'avversario del '900, quel Capitalismo che si opponeva anche al Socialismo dell'800. Ma davvero ha vinto il Capitalismo? Forse hanno vinto alcuni capitalisti ma il capitalismo non funziona, non funziona proprio perché mette in discussione l'esistenza stessa della specie umana. E allora Fausto usiamo le parole giuste: sono stati sconfitti (e meno male), nel '900, coloro in nome del comunismo si sono appropriati del potere, consunti da se stessi, dalla propria ingordigia. La bandiera rossa doveva trionfare nel comunismo e nella libertà e invece, una volta preso lo scettro, fine dell'uno e dell'altra.
Ho le mie idee sulle mancanze di Marx, le ho espresse spesso, riassunte a colpi d'ascia sono esprimibili in “viventi di tutto il mondo unitevi a difendere le risorse del pianeta” piuttosto che gli ormai fantomatici mezzi di produzione, ma non si può imputare al comunismo, del quale c'è ancora gran bisogno, la ragione di una sconfitta. Sarebbe meglio ricordarsi che è pericoloso cristallizzare poteri e satrapìe. Basta imparare qualche cosa da Margherita delle stelle che lasciò il seggio alla Regione Lombardia perché “di quelle cose non ci capiva nulla.” Che lasciò il seggio alla Camera perché “le sembrava di perder tempo ad alzar la mano perché qualcuno diceva alza la mano.” Che fa di tutto per lasciare spazio ai giovani …
E stasera aspetto Lucianina, magari saranno le donne a sconfiggere Cetto Laqualunque ...
Pino De Luca
07/02/2010
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